Padroneggiare la Respirazione Integrale, direzionare gli stati di coscienza
Milano, 4 e 5 maggio 2024
Seminario in presenza con Antonio Nuzzo, uno dei più autorevoli e stimati maestri di yoga in Italia.

Questo seminario è rivolto a chiunque voglia approfondire la conoscenza del processo respiratorio e recuperare la propria completa capacità di respiro, secondo l’antica tradizione dello Yoga. Per chi pratica e insegna Yoga gli insegnamenti che verranno trasmessi sono imprescindibili, poiché costituiscono la base del processo yogico.

La natura ha previsto di modellare il ritmo del respiro al fabbisogno dell’azione fisica o della condizione mentale, ma ha anche dotato l’uomo di una facoltà: quella di poter rendere il respiro volontario. Chi impara a variare i ritmi della respirazione con consapevolezza e maestria, potrà facilmente riuscire a cambiare gli stati fisici e/o mentali e imparare ad indurre i diversi stati di coscienza.

Il seminario comprenderà un’ampia introduzione teorica sull’importanza del respiro e i suoi meccanismi di azione, e la possibilità di praticare insieme per curare il rapporto strategico fra le varie fasi respiratorie e ottenere un’ampiezza respiratoria ottimale. Verrà trattata e praticata anche l’importanza di abbinare la respirazione integrale alle diverse posture, fino ad avvicinarsi al particolare mondo del prāṇāyāma, dove il respiro viene finemente modellato per approdare allo stato di silenzio interiore: antar mauna.
Tra i praticanti di Yoga, e anche tra gli insegnanti, vi è quasi sempre un’importante lacuna sull’aspetto fondamentale che sta alla base di tutto il processo: la respirazione integrale.
Nella maggior parte dei corsi questo aspetto viene trattato in modo superficiale, ma senza questo tipo di respirazione lo Yoga è quasi inesistente!
Secondo la tradizione dei grandi maestri yogici, il respiro deve essere sviluppato e completo nelle tre fasi respiratorie:
Queste fasi devono svilupparsi in modo consequenziale, globale e interattivo, e per riuscirci è necessario acquisire delle abilità muscolari specifiche.
Nel momento in cui prendiamo coscienza dei muscoli coinvolti nel processo e li alleniamo, possiamo toccare con mano l’abilità di influire sulla funzione respiratoria in modo volontario ed efficace.
Il Maestro Antonio Nuzzo ha fatto del lavoro sul respiro uno dei cardini del suo insegnamento, nonché una vera e propria missione, tale è l’immenso potenziale benefico per l’umanità custodito nella fisiologia di ogni persona.
Il respiro quotidiano si armonizza con le varie condizioni fisiche e mentali: il sistema nervoso, come un maestro d’orchestra, comanda i ritmi del respiro per sopperire al fabbisogno dell’uomo in tutte le più diverse condizioni fisiche e mentali in ogni istante della sua esistenza.
I Veggenti che hanno saputo comprendere tutto questo hanno messo a punto una disciplina che prende la sua origine da una considerazione:
Se la natura ha dotato l’uomo della facoltà di rendere il respiro volontario, modellandone i ritmi a proprio piacimento, allora potrebbe essere possibile utilizzare questa facoltà per cambiare gli stati fisici e/o mentali.
Chi impara a variare i ritmi potrà facilmente riuscire a rilassare il corpo e imparare ad indurre i diversi stati di coscienza.
Se si potesse imparare quest’arte alla perfezione, si potrebbe avviare un viaggio coscienziale attraverso le tante pratiche opportunamente arricchite del ritmo più adatto per approdare ad una condizione di serenità, distacco e pacificazione interiore.
Il seminario Il Respiro nello Yoga ha l’obiettivo di dare le basi fondamentali della respirazione secondo la tradizione dello Yoga, e di incastonare questa consapevolezza nella quotidianità, nella pratica yogica e nell’insegnamento dei partecipanti.
Le conoscenze e le tecniche trasmesse potranno essere usate per il benessere individuale (per il miglioramento della qualità della vita di ciascuno e come “pronto soccorso” da usare in situazioni di particolare stress) ma potranno – e dovrebbero – anche essere integrate alla propria pratica e insegnamento dello Yoga.
Verranno approfonditi l’importanza del Respiro e i suoi meccanismi di azione, il ruolo dei polmoni, del diaframma e degli altri muscoli coinvolti.
Si imparerà a coordinare il ritmo del respiro curando il rapporto strategico fra le varie fasi respiratorie per ottenere un’ampiezza respiratoria ottimale.
Si tratterà come abbinare l’azione respiratoria corretta alle varie posture, per riuscire a sostenerla anche sotto sforzo e in presenza di varie difficoltà come equilibrio, stabilità, flessioni, estensioni, rilassamenti, torsioni, flessioni laterali e posizioni complesse. In queste esperienze il respiro potrebbe meglio mitigare l’interiorità e far apparire lo stato di distacco sensibile, un grande traguardo di maturazione interiore.
Successivamente potremmo affacciarci nel particolare mondo del prāṇāyāma dove il respiro verrà finemente modellato verso una vera e propria transizione, per approdare allo stato di silenzio interiore: antar mauna.
Completato questo lungo percorso di lenta e progressiva abilitazione al respiro in tutte le svariate forme descritte si è pronti ad accedere allo stato di silenzio interiore e di sospensione del respiro, l’anticamera verso una coscienza capace di fluttuare liberamente da una concentrazione passiva ad uno stato di meditazione non voluto e oltre.
Quella indicata rappresenta una traccia dei temi che potranno essere affrontati nel seminario, che verrà modellata sulle esigenze e necessità dei partecipanti.
Il seminario Il Respiro nello Yoga ha l’obiettivo di dare le basi fondamentali della respirazione secondo la tradizione dello Yoga, e di incastonare questa consapevolezza nella quotidianità, nella pratica yogica e nell’insegnamento dei partecipanti.
Le conoscenze e le tecniche trasmesse potranno essere usate per il benessere individuale (per il miglioramento della qualità della vita di ciascuno e come “pronto soccorso” da usare in situazioni di particolare stress) ma potranno – e dovrebbero – anche essere integrate alla propria pratica e insegnamento dello Yoga.
Verranno approfonditi l’importanza del Respiro e i suoi meccanismi di azione, il ruolo dei polmoni, del diaframma e degli altri muscoli coinvolti.
Si imparerà a coordinare il ritmo del respiro curando il rapporto strategico fra le varie fasi respiratorie per ottenere un’ampiezza respiratoria ottimale.
Si tratterà come abbinare l’azione respiratoria corretta alle varie posture, per riuscire a sostenerla anche sotto sforzo e in presenza di varie difficoltà come equilibrio, stabilità, flessioni, estensioni, rilassamenti, torsioni, flessioni laterali e posizioni complesse. In queste esperienze il respiro potrebbe meglio mitigare l’interiorità e far apparire lo stato di distacco sensibile, un grande traguardo di maturazione interiore.
Successivamente potremmo affacciarci nel particolare mondo del prāṇāyāma dove il respiro verrà finemente modellato verso una vera e propria transizione, per approdare allo stato di silenzio interiore: antar mauna.
Completato questo lungo percorso di lenta e progressiva abilitazione al respiro in tutte le svariate forme descritte si è pronti ad accedere allo stato di silenzio interiore e di sospensione del respiro, l’anticamera verso una coscienza capace di fluttuare liberamente da una concentrazione passiva ad uno stato di meditazione non voluto e oltre.
Quella indicata rappresenta una traccia dei temi che potranno essere affrontati nel seminario, che verrà modellata sulle esigenze e necessità dei partecipanti.
Il respiro è un piccolo grande miracolo di cui siamo custodi, e a cui scioccamente non prestiamo attenzione.
Quando impariamo la Respirazione Integrale possiamo godere di tutti i benefici che la natura ci ha predisposto per ottenere con facilità in ogni momento.
Questo tipo di respirazione aumenta il livello di ossigenazione nel corpo, migliora la funzionalità cellulare e di tutti gli organi, favorisce una migliore funzionalità del cervello, rende più lucidi ed efficaci senza ricorrere a stimoli esterni. Ha il potere di liberarci dalle tensioni più radicate e profonde, di calmare la mente e apre le porte alla dimensione meditativa.
Ecco cosa dicono gli allievi che hanno seguito i corsi del Maestro.
Quando ho iniziato a fare yoga, circa 25 anni fa seguii dei corsi di yoga con diversi metodi e non avevo mai sentito parlare di pranayama, la prima volta che sentii parlare di educazione al respiro fu proprio con Antonio in un corso dedicato allo sviluppo dell’azione respiratoria.
E fu allora che capii l’importanza di questa tecnica che dovrebbe accompagnare la pratica di Asana e successivamente quella del pranayama.
Questa esperienza mi ha stimolato ad approfondire per comprendere come applicare l’azione respiratoria agli Asana e anche lo studio più approfondito del pranayama e le sue varie applicazioni, quali PranaVidya, mudra e krya yoga.
Un mondo di esperienze che porta alla ricerca in profondità oltre i confini della mente cognitiva.
La metodologia graduale e sistematica è stata la caratteristica che mi ha permesso di raggiungere la consapevolezza dei flussi sottili di energia con una crescita di consapevolezza graduale, che mi ha dato l’impressione di conoscere da sempre questa pratica, per un apprendimento naturale senza avvertire nessuna difficoltà.
Prima di iniziare il percorso con Antonio, ho viaggiato per circa 10 anni inseguendo il segreto yogico.
Ne avevo percepito il senso profondo, essenziale, ma ogni volta che mi imbarcavo in un corso o in una pratica, non riuscivo a raggiungere con corpo e mente quella dimensione di comprensione che allineasse queste due realtà in un’armonia di “azione meditativa”, che aprisse davvero le porte al mistero del silenzio e dell’espansione coscienziale.
Anche in India, seppure fossi riuscita ad assaggiare lo stato di coscienza che andavo cercando, non sono riuscita ad allineare la necessità di comprensione teorica con il risvolto PRATICO dello yoga….
Perché lo yoga è proprio questo: è la meditazione in azione, attraverso il corpo.
Con Antonio il mio mondo interiore è cambiato completamente.
Mi sono resa conto immediatamente di come la più grande discrepanza dello yoga che viene insegnato nel mondo moderno, sia quella di scindere la meditazione dalla pratica yogica, impedendo così la realizzazione del miracolo che lo yoga racchiude: questa fondamentale unione.
Difficile da raccontare verbalmente, ma credo davvero che Antonio Nuzzo abbia coniato una chiave d’accesso allo yoga profondo per la società moderna: dopo le importantissime premesse teoriche (necessarie per noi occidentali, che siamo così “mentali” da dover comprendere tutto a livello razionale prima di poter praticare nella direzione giusta!)…
Riesce incredibilmente, attraverso la guida della sua voce nelle pratiche, a far toccare una dimensione psicofisica superiore agli allievi, con l’aiuto della mente e del corpo, per arrivare a trascendere entrambi ed affacciarsi a quello stato di Ananda di cui tanto avevo sentito parlare.
Grazie a questa nuova dimensione che mi ha permesso di abbracciare in maniera globale, ho scoperto la gioia di armonizzare tutto il mio essere e di andare oltre il turbinio mentale ed emotivo, avendo piena padronanza della mia vita.
Avendo aperto questa porta, ogni volta che la mia mente o la vita mi presentano delle difficoltà, so che posso accedere a quello spazio di silenzio che mi permette poi di intuire con la parte più creativa del mio essere – pacifica, lucida, imperturbabile – quale sia la strada da prendere, libera dai condizionamenti che generalmente mi destabilizzavano e mi facevano arrancare o cedere a paure e debolezze.
Antonio Nuzzo è uno dei più autorevoli e stimati maestri di yoga in Italia. Con oltre 50 anni di esperienza nell’insegnamento dello yoga Antonio Nuzzo dedica la sua vita alla ricerca di una modalità didattica più aderente alla vita di oggi, senza trascurare le direttive tradizionali dell’insegnamento e della ricerca.
Nato a Il Cairo (Egitto) da madre di origine libanese e padre italiano, ha cominciato a praticare nel 1963 all’età di sedici anni.
Nel 1971 è diventato allievo di André Van Lysebeth, con il quale per quindici anni ha approfondito le tecniche di hatha e tantra yoga. Tra i suoi maestri ci sono Swami Satyananda di Monghyr, Swami Satchidananda e Vimala Thakar.
Ha istituito e insegnato nella prima scuola di yoga per la formazione di insegnanti in Italia, l’Istituto Superiore per la Formazione di Insegnanti Yoga in collaborazione con varie organizzazioni attive in tutto il territorio nazionale e internazionale.
Dal 2000 è socio onorario, vicepresidente e membro del comitato pedagogico della FMY (Federazione Mediterranea Yoga).
Nel 2019 pubblica per Morellini Editore e Yoga Journal il libro: I doni dello yoga per praticare una vita piena.
Oggi vive a Roma dove insegna al Centro Studi Yoga Roma.
Di recente è stato prodotto Sinestesia nel verde, un cortometraggio con la regia di Silvano Silvia prodotto per celebrare i 40 anni di insegnamento in seminari estivi di Yoga, tenuti dal Maestro Antonio Nuzzo a Caprese Michelangelo. Il video è visionabile QUI.
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